biblioterapia

  • Mi piace molto guidare. Ho un’auto che sta per compiere sedici anni. Direte: che c’entra? Sto per dirvelo, un attimo. Lo stereo andrebbe ancora con le musicassette. Dico andrebbe perché invece si è rotto e va solo come radio. Mi  piace ascoltare la radio quando guido, pazienza per le musicassette. È così che in tangenziale sento parlare di biblioterapia. Alzo il volume, un po’ quando c’entrano i libri. Il conduttore radiofonico sta annunciando la presenza al telefono dell’ideatrice. È una psicologa psicoterapeuta che qualche anno fa ha iniziato ad intendere la lettura come strumento di terapia. Sento la dottoressa che dice che i libri aiutano le relazioni, le favoriscono, educano a cercare ragioni, a sottrarsi ai giudizi, insegnano l’empatia.

    Wowissimo!  

    Quando ho fondato il gruppo di lettura nel 2008 ebbi a scrivere nel diario di fine anno ‘Non sono solo incontri sui libri, i nostri. Le storie sono un pretesto. I personaggi pure. Sono sedute psicoanalitiche il cui costo è solo l’amicizia’.