Il primo dell'anno a Bologna

  • Tra quattro giorni saranno vent'anni che son bolognese. Bologna nel '95 chiese alla Befana di portarle una Vita. Detto fatto. Mi portò con il treno delle 18. I primi tempi mi sembrava bizzarra la faccenda del primo dell'anno, quella che è meglio che non sia una donna a fare gli auguri per prima.

    Ricordo un anno, il primo giorno di un anno nuovo, ero uscita con il cane di buon mattino. Un vecchietto che mi aspettava tutte le mattine per il buongiorno, quella mattina appena mi vide, chiuse gli scuri della finestra da cui guardava fuori. Mi venne da sorridere mentre sentivo sua moglie che diceva 'è la Vita' (come usa al nord con l'articolo). E lui che, in barba alla leggenda, si affacciò sulla porta e disse che se era la vita allora le avrebbe dato anche due baci. Io l'ho sempre pensato come un riferimento alla vita, quella vera, il fatto di darle due baci. Quel signore oggi è anzianissimo e pochi giorni fa, salutandomi, mi ha detto 'vedi, come mi sono ridotto?' Si è ridotto che non riconosce più le persone e, al mattino per dargli il buongiorno, devo avvicinarmi e dirgli che sono la Vita.

    Quanto alla leggenda del primo dell'anno, per quello che ho saputo, a Bologna, e in tutta l'Emilia Romagna, c'è un'antica tradizione secondo la quale se a far gli auguri di buon anno la mattina del primo Gennaio è un uomo, sarà un anno fortunato. La tradizione deriva dal fatto che l'arrivo del nuovo anno era visto come un momento di cambiamento e l'auspicio di una vita migliore per sé e per la propria famiglia. L'uomo capofamiglia, dunque, che poteva desiderare per sé e per altri. In condizione di particolare disagio erano le donne, se non maritate ancora di più perché di famiglia proprio non potevano sapere alcunché. Il fatto, vero, è che per accasarsi avevano bisogno sì di un buon partito, ma soprattutto di una cospicua dote. Da questa tradizione ne derivò un’altra, quasi scomparsa. I bimbi il primo dell'anno facevano il giro delle case suonando alla porta per fare gli auguri. Come ringraziamento si dava loro una moneta o dei dolci. Le due usanze sono collegate, infatti erano maschi e non femmine a presentarsi alla porta di casa il primo dell'anno.

     

6 comments
  • Vita Marinelli
    Vita Marinelli Direi infingardo, sì, Maria :-) Mi sono fermata agli aspetti accettabilli perché, se nessuno li ricorda più, torniamo a farli ricordare, dai... Sennò piango, ecco :'-(
    January 3, 2015
  • Vita Marinelli
    Vita Marinelli Ho saputo, Giovanni, che nelle campagne romagnole ancora usa. Anche quest'anno ci sono stati bambini che passavano per le case per fare gli auguri. Maschi e femmine, però. E' una bella tradizione :-)
    January 3, 2015
  • Maria Paoloni
    Maria Paoloni Posso essere contenta, però, di aver completato il quadro, vero? Visto che gli aspetti negativi continuano e sono quelli da affossare. Gli altri, positivi, hai fatto benissimo a ricordarli, Giovanni li ha vissuti, altri li stanno vivendo ancora, ci...  more
    January 3, 2015 - 1 likes this
  • Armando Gianolla
    Armando Gianolla Credo che la tradizione di considerare di buon auspicio che sia un maschio a fare per primo gli auguri di buon anno sia diffusa in tutto il nord. Nel territorio del Friuli Venezia Giulia c'è
    January 3, 2015