l'eufemismo della solitudine

  • Un cinguettio recita così: l'aumento esponenziale dei seguaci mantiene costante la solitudine. Qualche tempo fa la metafora del mondo di Troisi e la firma dell'ingegnere di Armando. L'ho trovata, un'altra figura retorica. L'eufemismo. Stare collegati, twittare, farsi i selfie (autoscatti), è come dire non solitudine. Eppure selfie ha in sé etimologicamente la solitudine. Self, se stesso. Solo. Scriviamo blog, facendo sapere a tutti delle nostre vite. Ma poi, semmai, nessuno commenta. Ancora più solitudine. Stiamo sui social, per socializzare appunto. Ma siamo solo palombari della socializzazione. In treno, per strada, testa china e messaggini, perdendo occasioni di incontro reali. Nessuno più chiede l'ora. È li, sul display del telefono. Sempre.
    Da qualche tempo ho reindossato l'orologio. Per recuperare un gesto antico. Ma poi qualcuno, l'ora, me l'ha chiesta anche.

3 comments
  • Maria Paoloni
    Maria Paoloni ho sempre pensato che la socializzazione sui social sia illusoria.Come lo è "l'amicizia" chiesta e data a nomi vuoti di significato reale e quotidiano. Io mi scandalizzo che questa parola preziosa venga usata per sconosciuti. Quella vera, la...  more
    July 9, 2014 - 1 likes this
  • Armando Gianolla
    Armando Gianolla Il paziente è in terapia social-network-twitter, malattia diagnosticata: solitudine. Bollettino medico attuale: l'aumento esponenziale dei seguaci mantiene costanti le sue condizioni. Per guarire, medico e medicine non bastano
    July 9, 2014 - 1 likes this
  • Armando Gianolla
    Armando Gianolla Già, le occasioni d'incontro reali. Triste non avere un motivo per alzarsi dal letto al mattino; ancora più triste mettersi a letto alla sera con il solo motivo di dormire
    July 11, 2014 - 1 likes this