I regali di Natale

  • Mario mi ha dato lo spunto per recuperare una riflessione sui regali natalizi.

    Non fa in tempo a passare il Natale che già servizi al telegiornale ci documentano la fine che fanno i regali natalizi. Una brutta fine. I più vengono riciclati. E in tempi di differenziata e riciclabile allora si potrebbe dire fanno una buona fine. Non so. Ma tant’è che il commercio del regalo da riciclare sembra essere un vero business e che i siti di vendite on line vengono presi d’assalto già prima del finire del 25 dicembre. I regali commestibili sembrano avere una buona sorte, vengono quasi sempre mangiati. Mi sono chiesta allora cosa faccia la differenza tra due doni e come si possa decidere sul riciclo dell’uno e sulla tenuta dell’altro.

    Non sarà che la differenza sta tutta nel momento stesso della scelta sebbene il destinatario non vi partecipi?

    Spesso, quand'ero libraia, mi si chiedeva come scegliere un libro e sempre rispondevo, come qualcuno più autorevole di me suggeriva, di sceglierli col cuore e con l’intuito, senza che fossero i soliti bestseller, magari solo perché l’inizio si taglia bene addosso alla persona che lo riceverà. Eppoi. Mai regalare un libro senza apporvi una dedica e renderlo così davvero un oggetto unico, apposta per quella persona, il che rende anche più difficile lo smercio. È un insegnamento, ma anche un grande rammarico, che mi deriva da un regalo che a suo tempo la mia classe fece al nostro professore di latino e greco, una bibbia in greco. All’indomani il professore ci fece trovare un biglietto con una frase che non ho più scordato. "Dall’alfa all’omega l’ho tutto sfogliato: non una dedica, neanche un pensiero. Solo una misera, fredda terza C". Ecco. Forse è questo che fa la differenza. Probabilmente anche il mio caro vecchio professore a suo tempo ha riciclato quella bibbia. Ancora: comprare un pensiero per tizio, un altro per caio, seguendo una lista di nomi. I pensieri faccio fatica a pensarli comprati, regalati sì. Con un biglietto, un sms non dozzinale e di gruppo come se ne riconoscono, una mail, addirittura una vera lettera. Al massimo, se scrivete bene, vi copieranno per impressionare a loro volta altri destinatari in una sorta di catena di Sant'Antonio nella cui diramazione però non sono ravvisabili disgrazie o sfortune di alcun genere. Un riciclo non profit, gratificante e lusinghiero.

1 comment
  • Ivy Fishnet likes this
  • gianni Oxygen
    gianni Oxygen I regali di Natale? La maggior parte inutili e uno spreco di soldi in questa fase di crisi economica globale. Sono d'accordo con Vita, un regalo è un pensiero, un gesto semplice, un fiore, un libro. Perchè spendere soldi per cose inutili?
    December 2, 2011 - 2 like this