pensieri piccoli piccoli

  • Sono alcuni giorni che ho pensieri piccoli piccoli su piccole cose che, però, insistono a chiedere ascolto. Sono piccole riflessioni sul rischio che l'affetto corre di diventare fortemente miope, quando si trasforma in dogma e quindi esige di essere dato per certo, anche in assenza di manifestazioni. Allora succede che l'amico non riesca più a vedere, né a sentire sulla pelle quei cambiamenti nell'aspetto dell'altro, che hanno voce di silenzio, in attesa di accoglienza. Sono piccoli, quei cambiamenti, ma l'amico può, sa vederli. Di questo si era certi. Fino a quando l'affetto non è diventato consuetudine, dato di fatto, non soggetto a modificazioni.

    Piccoli cambiamenti sono, che raccontano di dolori e gioie, di delusioni e speranze. La voce che trema, un silenzio non abituale, un logorroico blaterare senza costrutto, un camminare esitante, un correre non necessario, un abbraccio evitato, un abbraccio esageratamente intenso, un viso segnato di blu sotto gli occhi, un viso radioso, un ridere inopinato, un luccichio umido nello sguardo. Dove sono andate a finire le antenne speciali dell'amicizia, al servizio dell'intuito, del sesto senso, della sensibilità, dell'empatia? Quelle antenne che consentono agli amici di lasciarsi andare, fiduciosi di non dever tirare su muri per proteggersi. Non dall'amico.

    Certo, basterebbe dire: "Non ti sei accorto che...?". E allora potrebbe succedere che l'amico sbarri gli occhi pieni di consapevolezza e di autentico dispiacere, tale da riempire ogni vuoto. Ma è meglio ipotizzare anche un'altra reazione, quella impermalosita, che nega ogni evidenza e può sfociare in accusa: "Non fare la bambina...mi rimproveri sempre... non sei mai contenta...non ti fidi di me...vuoi farmi sentire in colpa?".

    Ma, dico io, ci si può perdere in pensieri così piccoli in questo mondo lacerato da guerre, fame, miseria, morti, disoccupazione, soprusi, ingiustizie e tanto altro di veramente duro da sopportare? Sì, si può, è fatta di piccole cose questa vita di tutti i giorni, questa vita che ci è stata consegnata, nel paese in cui ancora siamo. E' questa la vita di cui bisogna prendersi cura, per farla degna del suo nome. Mi vien da dire che, mentre è assolutamente necessario restare disponibili a fare tutto quello che si può nel nostro quotidiano per chi sta patendo la disumanità dei prepotenti di grossa e piccola taglia, non si deve perdere il contatto profondo con se stessi, le proprie emozioni e i propri bisogni. Bisogna accorgersi degli altri ogni giorno e pretendere altrettanto. Dimenticarci di noi non ci renderebbe più forti. Semplicemente meno umani.

     

     

     

4 comments
  • Vita Marinelli
    Vita Marinelli Non sono pensieri piccoli. Sì, ci si può perdere in pensieri cosi.
    May 11, 2015 - 1 likes this
  • Armando Gianolla
    Armando Gianolla Un rapportio umano consistente, tra adulti, richiede di accorgersi dell'altro ogni giorno ed esige il contraccambio. Solo ad un bambino possiamo concedere tempo perchè impari a corrispondere al bene che riceve, In modo leggermente diverso da quanto...  more
    May 11, 2015 - 1 likes this
  • Maria Paoloni
    Maria Paoloni Ti avevo risposto 10 minuti fa, ma non so cosa ho combinato...Ti dicevo che siamo NOI che non dobbiamo dimenticarci di noi stessi. Gli altri possono dirci che ci vogliono bene, ma poi trattarci come fossimo invisibili. E' una sofferenza.Forse si può...  more
    May 11, 2015
  • Vincenzo Chiarenza
    Vincenzo Chiarenza Non riusciamo a fermare i pensieri piccoli o grandi che siano, che si presentano di tanto in tanto , il nostro pensare ci sottopone a varie domande e noi rispondiamo, e in questi casi che vengono fuori i dubbi e le incertezze. Frequentemente succede alle...  more
    May 16, 2015 - 1 likes this