madri oggi

  • Da quando sono in pensione dall'insegnamento, alcune mie ex alunne sono entrate a far parte della mia vita e me l'hanno, per lunghi periodi, stravolta ed invasa con i loro tormenti quasi pretendendo che dettassi loro le decisioni da prendere. Le ho strattonate con amore perché imparassero a fidarsi delle proprie scelte, senza delegare e per fortuna mi han creduto.

    Quattro di loro hanno partorito. La prima, la più grande, si è persa nelle nebbie della sua confusione sentimentale a cui non ha voluto - avrebbe potuto - porre rimedio e non so più nulla e il cuore mi trema. Per lei, ma soprattutto per il suo bambino.

    La seconda, che non ha in Italia la sua famiglia d'origine,  ha dovuto riprendere a lavorare - lavoro autonomo - dopo solo dieci giorni dal parto e a volte finisce a sera inoltrata. Il compagno fa quello che può e che riesce. Lei soffre ogni mattina di dover lasciare il suo bambino alle cure della "suocera". Al pomeriggio  se lo porta in ufficio e il lavoro spesso va a farsi benedire, l'ha messo in conto. Ora  sta per cominciare a camminare, il bambino e non oso immaginare cosa potrà succedere in quell'ufficio.

    La terza è stata da subito a casa per lavoro a rischio, super protetta dal marito e dalla famiglia d'origine. Dopo un anno dal parto, sta per ricominciare a lavorare e il pensiero della separazione da sua figlia le provoca crisi di panico. La consola la disponibilità assoluta di sua madre a tenere la bambina in sua assenza.

    Infine oggi pomeriggio è nata la bimba della mia quarta ex alunna. Una creatura completamente sola, senza famiglia, senza amici, senza fiducia. Ha vissuto infanzia e adolescenza segregata e maltrattata, costretta a una vita da sguattera in famiglia con divieto assoluto a tutto quello che appena appena avrebbe potuto farla sorridere. Condizionata nel corpo e nella mente da principi rigidissimi, che le hanno reso impossibile aprirsi alla fiducia negli altri  e tanto meno in se stessa. Quando ha trovato per disperazione il coraggio di ribellarsi, è cominciata una vita vissuta sotto minaccia di morte e attende da anni un processo che la mortificherà senza renderle giustizia. Ha dubitato sempre del suo compagno, non si affida mai del tutto a chi le vuol bene, si è giudicata male per tutto il tempo della gravidanza, teme la coazione a ripetere lo schema genitoriale subìto. Bene: stamattina, mentre in ospedale aspettava di essere portata in sala travaglio, mi ha chiesto di portarle un foglio, ché voleva scrivere una lettera alla sua bambina non ancora nata. Mi ha fatto tremare il cuore per l'emozione.  La bimba è nata e si chiama Gaia. Credo sia arrivata, per la mia massacrata ex alunna, la sua maestra personale che le insegnerà a scrivere le prime pagine di una vita nuova accanto a una nuova vita.

    E io continuo a diventare felicemente "nonna"

1 comment
  • Vita Marinelli
    Vita Marinelli Mi ha colpito molto il desiderio della quarta ex alunna, quello di voler scrivere a Gaia. Gaia, tra l'altro, è un nome bellissimo, il nome della nostra madre terra.Tu, Maria, continui ad essere felicemente madre.
    January 9, 2015