leggere e scrivere, scrivere e leggere

  • Una mia amica per il mio compleanno, un compleanno "importante"- come  si dice di manifestazioni patologiche serie per non spaventare il paziente -,  mi ha fatto l'unico regalo che, con me,  non potrebbe essere mai uno sbaglio: un buono acquisto libri. Lei me l' ha fatto alla libreria delle donne. Una libreria dove si trovano solo libri scritti da donne, di qualunque epoca e nazionalità, su qualunque argomento, da racconti a romanzi a saggistica a scienze specialistiche, passando anche attraverso fumetti, testi per bimbi e libri d'arte. E' anche un luogo di presentazioni e dibattiti, tutti al femminile i testi, ma la discussione apertissima agli uomini. E infatti il gruppo "Maschile plurale" vi è passato e ripassato a confrontarsi e a presentare  ricerche - in questo caso scritte al maschile -  sul cammino che l'uomo sta faticosamente facendo per entrare o tornare in contatto con la propria parte femminile, tenuta per così tanto tempo in silenzio, e per interrogarsi sulla violenza di genere. Nessuno come gli uomini che parlano agli uomini può far voltar pagina agli abusi sulle donne. La libreria è anche un luogo di incontri irripetibili, tipo con le Madres de Plaza de Majo, accolte come dee madri terrene con un insegnamento di lotta al femminile unica.

    Bene: Ho trovato il libro e sono uscita con un regalo dalle libraie, un rotolino tipo pergamena su cui c'era una poesia. Vorrei condividere, assolutamente.

    Si chiama: A B C.

    Ormai non saprò più/ cosa di me pensasse A./ Se B. fino all'ultimo non mi abbia perdonato./ Perché C. fingesse che fosse tutto a posto./ Che parte avesse D. nel silenzio di E./ Cosa si aspettasse F., sempre che si aspettasse qualcosa./ Perché G. facesse finta, benché sapesse bene./ Cosa avesse da nascondere H./ Cosa volesse aggiungere I./ Se il fatto che io ero lì accanto/ avesse un qualunque significato/ per J, per K. e il restante alfabeto.

    (Wislawa Szymborska, da "La gioia di scrivere", Adelphi, 09) .

     

3 comments
  • Armando Gianolla
    Armando Gianolla Questa poesia per me è troppo; son uomo purtroppo!
    December 2, 2014
  • Vita Marinelli
    Vita Marinelli Quando anch'io ho ricevuto un buono libri per il mio compleanno, sono stata molto attenta ai titoli da scegliere. Trovo sia una grande responsabilità la scelta in nome di altri, per sé. I tre titoli scelti definivano molto bene la persona che mi aveva...  more
    December 3, 2014
  • Maria Paoloni
    Maria Paoloni Mentre scelgo un libro con un buono di un amico non penso assolutamente a lui se non per il sentimento di gioia che mi abita e di riconoscenza. So che il suo desiderio è che io scelga per me, e mi renda felice con il libro che volevo. Così lo onoro e...  more
    December 3, 2014